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Udienza del Papa ai partecipanti al Convegno Internazionale "La libertà religiosa secondo il diritto internazionale e il conflitto globale dei valori"

Il 20 giugno 2014 Papa Francesco ha ricevuto il Rettore Giuseppe Dalla Torre e i partecipanti al Convegno Internazionale "La libertà religiosa secondo il diritto internazionale e il conflitto globale dei valori", che è stato co-organizzato dai professori Monica Lugato del Dipartimento di Giurisprudenza della LUMSA, Mark Movsesian, Marc De Girolami e Margaret McGuinness della School of Law dell'Università St. John's e co-finanziato dal gruppo di ricerca sulla tutela multilivello dei diritti fondamentali della LUMSA e dalla School of Law dell'Università St. John's.

Nell’incontro, avvenuto in Vaticano alle 12.10, prima dell’inizio dei lavori alla LUMSA, il Papa ha ringraziato il Rettore e gli studiosi per il loro contributo, auspicando che l’incontro alla Lumsa potesse illustrare “con profondità e rigore scientifico le ragioni che obbligano ogni ordinamento giuridico a rispettare e difendere la libertà religiosa”.
Di recente – ha osservato il Papa - il dibattito intorno alla libertà religiosa si è fatto molto intenso, interpellando sia i governi sia le confessioni religiose. La Chiesa Cattolica, a questo riguardo, fa riferimento alla Dichiarazione Dignitatis humanae, uno dei documenti più importanti del Concilio Ecumenico Vaticano II.

“La ragione – ha detto il Papa - riconosce nella libertà religiosa un diritto fondamentale dell’uomo che riflette la sua più alta dignità, quella di poter cercare la verità e di aderirvi, e riconosce in essa una condizione indispensabile per poter dispiegare tutta la propria potenzialità. La libertà religiosa non è solo quella di un pensiero o di un culto privato. E’ libertà di vivere secondo i principi etici conseguenti alla verità trovata, sia privatamente che pubblicamente. Questa è una grande sfida nel mondo globalizzato, dove il pensiero debole – che è come una malattia – abbassa anche il livello etico generale, e in nome di un falso concetto di tolleranza si finisce per perseguitare coloro che difendono la verità sull’uomo e le sue conseguenze etiche.

“Gli ordinamenti giuridici, statuali o internazionali, sono chiamati pertanto a riconoscere, garantire e proteggere la libertà religiosa, che – ha affermato Papa Francesco - è un diritto intrinsecamente inerente alla natura umana, alla sua dignità di essere libero, ed è anche un indicatore di una sana democrazia e una delle fonti principali della legittimità dello Stato.

“La libertà religiosa, recepita nelle costituzioni e nelle leggi e tradotta in comportamenti coerenti - ha concluso il Papa - favorisce lo sviluppo di rapporti di mutuo rispetto tra le diverse Confessioni e una loro sana collaborazione con lo Stato e la società politica, senza confusione di ruoli e senza antagonismi. Al posto del conflitto globale dei valori si rende possibile in tal modo, a partire da un nucleo di valori universalmente condivisi, una globale collaborazione in vista del bene comune”.

Pubblicato il 02/07/14 in : IN EVIDENZA

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