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Tecnologie della comunicazione e forme della politica. emergenze teoriche ed etiche

19, 20 e 21 settembre 2019
Dalle ore 15.00
Università LUMSA - Sala Pia
Via di Porta Castello, 44 - Roma

Il Centro Studi Filosofici di Gallarate e il Dipartimento di Scienze umane della LUMSA, in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana, organizzano il convegno Tecnologie della comunicazione e forme della politica. Emergenze teoriche ed etiche, tre giornate di riflessione scientifica presso la Sala Pia, sede di via di Porta Castello 44, Roma.

I lavori, per il 64° Convegno di Ricerca filosofica del Centro Studi Filosofici Gallarate, avranno questa articolazione oraria 19 settembre (15.00-19.30) 20 settembre (9.00-19.30) e 21 settembre (9.00-13.00).

La rivoluzione digitale e tutto ciò che essa comporta, grazie ai dispositivi di connessione tra i soggetti e allo “internet delle cose”, è diventata ormai pervasiva nella vita quotidiana e nelle sfere della vita sociale, culturale, economica, politica e istituzionale, rivelandosi capace, oltre che di informare, anche di controllare, manipolare e distorcere. Le tecnologie digitali sono diventate inoltre un acceleratore delle dinamiche culturali, mentali e organizzative degli individui e dei gruppi umani nella loro varia fisionomia. Tutto questo ha delle conseguenze rilevanti per la vita personale, le relazioni sociali, le strutture economiche, le formazioni politiche, le mediazioni istituzionali, a partire dalla plasmazione dei modi di pensare e di agire dei singoli e delle realtà collettive. Il passaggio dalla distinzione tra virtuale e reale alla loro fusione negli elementi dei quali si nutrono quotidianamente l’informazione e la comunicazione nella vita delle persone e dei gruppi che in esse sono immerse, ha come conseguenza la dipendenza delle intelligenze e dei cuori dalla logica delle “piattaforme”. Pertanto, se l’umanità è immersa in una rete di connessioni tecnologiche che impone conseguenze inevitabili, la ricerca filosofica e i suoi percorsi riflessivi e tematici sono sollecitati ad ampliare il loro perimetro, per tenere conto del nuovo insieme fatto di corpi individuali e collettivi di cui gli strumenti esaltano le capacità e le potenzialità. Se si vuole che le tecnologie contribuiscano a un vero potenziamento dell’umano e alla configurazione di forme migliori nei molteplici ambiti del convivere, in un momento storico di evidente gravità, il pensiero filosofico non può esimersi dallo sforzo di impegnarsi anzitutto nella comprensione critica del loro salto di qualità. Questo esige il chiarimento sia dei loro eccessi sia dei loro limiti, guadagnando una nozione più ragionevole e misurata del loro “valore d’uso”. Solo la consapevolezza dell’ambiguità radicale della situazione contemporanea può difendere l’umano da un abuso di potere tecnologico e imprimere una direzione di saggio equilibrio alle declinazioni della crescente “vita digitale”.

In particolare, di fronte alla declinazione di forme nuove della politica, la riflessione filosofica è convocata a svolgere approfondimenti concettuali e ampliamenti tematici. Si ritiene infatti che le espressioni della cosiddetta “democrazia digitale” possano promuovere un’ampia partecipazione del “popolo” alle decisioni pubbliche. Come è noto, facendo leva sull’uso delle tecnologie digitali, si sono sviluppati movimenti politici che affidano ad esse la selezione “diretta” dei rappresentanti. Non sfugge che l’uso di tali tecnologie, sia che susciti entusiasmo sia che si accompagni a preoccupazione, non ha caratteri di neutralità, ma modifica modi di pensare e di agire, recepisce e propaga sentimenti ed emozioni diffuse a livelli di ethos e di convinzioni etiche. Di qui la necessità di elaborare strategie di ricerca che consentano l’indagine delle relazioni inedite che si instaurano tra gli individui e i gruppi sociali, al fine di promuovere la consapevolezza dei modelli di umanità veicolati dalla espansione delle tecnologie al di là della loro valenza funzionale. In definitiva, è in gioco la capacità della intelligenza umana di controllare i propri strumenti mantenendo aperto lo spazio di una iniziativa politica e di una costruzione storica che non si consegnino a scenari distopici.

Il Convegno, nella sua articolazione tematica affidata alle relazioni e alle comunicazioni programmate, e nei contributi offerti dai partecipanti ai lavori di gruppo, intende non solo istruire lo status quaestionis, affrontando questioni teoriche e proponendo figure che nel tempo si sono misurate con il problema, ma individuare anche coordinate significative per orientarsi nel pensare e nell’agire.

Parteciperanno tra gli altri i proff. Francesco Totaro, Adriano Fabris, Mario Ricciardi, Luca Alici, Rocco Pezzimenti, Tommaso Valentini.

La locandina

Pubblicato il 06/09/19 in : IN EVIDENZA
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