Organizzazione e attività didattiche 2021-2022
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Gruppo di ricerca su "L'impatto sociale della sharing economy: i modelli di food recovery"

Componenti
Prof.ssa Laura Michelini – Coordinatore – Professore Associato – Università LUMSA
Prof. Gennaro Iasevoli – Professore Ordinario – Università LUMSA
Prof.ssa Costanza Nosi - Professore Associato – Università LUMSA
Prof.ssa Cecilia Grieco – Ricercatrice - Sapienza Università di Roma
Prof.ssa Ludovica Principato – Ricercatrice – Università Roma Tre
Dott. Alberto Morgante – Dottorando – Università LUMSA
Dott.ssa Chiara Ottolenghi – Dottoranda – Università LUMSA

Partenariati nazionali e internazionali
Vrije Universiteit Brussel (Prof. Nikolay Dentchev)
University of Montpellier (Prof. Domenico Dentoni)

Obiettivi della ricerca
Ogni anno un terzo della produzione mondiale di cibo, corrispondente a 1,3 miliardi di tonnellate è sprecato lungo l’intera catena agroalimentare dalla fase di produzione agricola, passando per la trasformazione industriale, la distribuzione e il consumo finale (FAO, 2011). Per spreco alimentare si intende “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che – per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano – sono destinati ad essere eliminati o smaltiti” (EU, 2019).

A livello sociale, occorre notare che siamo di fronte a un grande paradosso: se da una parte, infatti, vi sono problematiche crescenti quali l’obesità, gli acquisti eccessivi e l’over consumo, dall’altra vi è la piaga della povertà che, sebbene sia globalmente diminuita nel corso degli ultimi dieci anni. In Italia, nel 2018, si stimano oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,0%), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4%) (ISTAT, 2019).

Alla luce di queste premesse, il presente progetto di ricerca affronta il tema sprechi alimentari evitabili. In particolare, facciamo riferimento agli sprechi a livello di distribuzione (grande distribuzione organizzata e dettaglianti) e ristorazione con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di percorsi teorici e strumenti operativi volti ad incrementare l'efficacia dei modelli di recupero delle eccedenze alimentari al fine di massimizzarne l’impatto (combattere la povertà e ridurre gli sprechi). Nello specifico il progetto prenderà in esame i modelli già esistenti - le food banks (ossia le banche del cibo), i supermercati sociali, e le piattaforme digitali di condivisione del cibo (cosiddette di “foodsharing”) - al fine di valutarne potenzialità, limiti e possibili azioni di sviluppo.


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