Organizzazione e attività didattiche 2021-2022
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Gruppo di ricerca su “Un laboratorio politico: Roma, la S. Sede e l’Italia (1943-1944)”

Componenti:

Prof. Andrea Ciampani – Coordinatore – Prof. Ordinario Università LUMSA

Prof. Francesco Bonini – Prof. Ordinario Università LUMSA
Prof. Alberto Lo Presti – Prof. Associato Università LUMSA

Prof. Lutz Klinkhammer – Vice Direttore Istituto Storico Germanico
Prof. Andrea Ungari – Prof. Ordinario Università Guglielmo Marconi
Prof. Thomas Kroll – Prof. Università Jena
Prof. Paolo Trionfini - Prof. Associato Unità di Parma

Partenariati nazionali e internazionali

Pontificio Comitato di Scienze Storiche
Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito
Deutsches Historisches Institut in Rom/ Istituto Storico Germanico di Roma
Österreichische Historische Institut in Rom/ Istituto Storico Austriaco a Roma
Istituto per la storia dell'Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Obiettivi della ricerca

La recente apertura dei fondi d’archivio relativi al pontificato di Pio XII permette di approfondire il periodo fondamentale del passaggio dalla fine dei regimi nazifascisti alla vita democratica del secondo Novecento considerando la triangolare relazione tra S. Sede, Italia e dinamiche internazionali. All’interno di tale prospettiva di lungo respiro, paradigmatica si presenta la breve ma intensa fase che va dall’8 settembre 1943 al 4 giugno 1944, segnata dell’occupazione nazista di Roma, campo di ricerca degno di maggiore approfondimento da parte degli studi in quanto momento che precede e prepara nel dibattito delle istituzioni e delle forze politiche l’avvento dell’assetto democratico e repubblicano.

In particolare, anche alla luce della pubblicazione degli inventari della Nunziatura in Italia e della Commissione Soccorsi, appare cruciale il periodo 1943-1944, quando in Roma il Vaticano ha esercitato un ruolo di assoluto rilievo a fronte del legittimo governo del Regno d’Italia, dell’occupante tedesco (con diversi canali di interlocuzione), del movimento antifascista patriota e del governo fascista repubblicano; un ruolo rafforzato dalla neutralità dello Stato della Città del Vaticano e dalla sua realtà extraterritoriale nel cuore della capitale italiana. Nell’occasione, peraltro, non si tratta solo di acquisire nuove fonti, ma di porre nuovi interrogativi alla documentazione già nota e a quella solo ora disponibile, per indagare in maniera più approfondita le sfide che la S. Sede dovette affrontare.

Il ruolo autorevole svolto dal Vaticano a Roma si prospetta, comunque, più intenso rispetto a quello fin qui rilevato dalla storiografia, riguardando non solo le dinamiche che hanno portato alla liberazione della capitale d’Italia, ma anche le strategie vaticane in relazione alla costituzione di un tessuto civile a fondamento della vita politica democratica da ricostituire in Italia, nel contesto internazionale segnato dalle alleanze militari nella guerra in corso. Si tratta insomma di investigare un vero e proprio laboratorio culturale e politico, in cui prendono forma indirizzi che saranno sviluppati nella S. Sede e nell’Italia democratica degli anni seguenti, con effetti determinanti non solo sullo sviluppo del mondo cattolico, ma sugli assetti civili e politici dell’Italia stessa, nel quadro internazionale del Dopoguerra.


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