Organizzazione e attività didattiche 2021-2022
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Gruppo di ricerca su “Didattica duale e classe estesa: quali sfide e opportunità per il Faculty Development?”

Componenti:

Prof.ssa Maria Cinque – Coordinatore (LUMSA)
Prof.ssa Gabriella Agrusti (professore ordinario LUMSA)
Prof.ssa Valeria Damiani (professore associato LUMSA)
Dott. Emmanuele Massagli (ricercatore RTDA LUMSA)
Dott.ssa Irene Culcasi (dottoranda LUMSA)
Dott.ssa Claudia Russo (dottoranda LUMSA)
Prof. Agostino Marengo (Ricercatore RTI Università di Bari)
Dott. Alessandro Pagano (Ricercatore RTDA Università di Bari)
Dott. Claudio Pensieri (docente a contratto LUMSA e Università Campus Bio-Medico)
Dott.ssa Carina Rossa (docente a contratto università Sofia di Loppiano)
Prof.ssa Anna Serbati (professore associato Università di Trento; formatrice per Faculty Development)

Partenariati nazionali e internazionali

Dal punto di vista scientifico, la coordinatrice del gruppo può contare sulla rete costituita dall’ASDUNI (Associazione Italiana per la promozione e lo sviluppo della Didattica, dell’apprendimento e dell’insegnamento in Università), all’interno della quale partecipa a due SIG (Special Interest Groups).
SIG 3 - Come avviare il Faculty Development: Strutture e Organizzazione
SIG 4 - Quale ricerca sul Faculty Development
Inoltre la coordinatrice fa parte del Comitato Scientifico di EduOpen, piattaforma italiana di Moocs
http://learn.eduopen.org/local/staticpage/view.php?page=EDUOPEN_consiglio_scientifico

Obiettivi della ricerca

Durante il lockdown, le chiusure delle istituzioni scolastiche e universitarie che hanno interessato 192 paesi e hanno avuto un impatto su oltre il 60% della popolazione studentesca mondiale hanno accresciuto le preoccupazioni per la vulnerabilità degli studenti a causa delle perdite significative di apprendimento a lungo termine. Ridurre l'impatto negativo di questa situazione è un'urgenza per l'intero settore dell'istruzione universitaria. Tutti i docenti hanno affrontato problematiche legate all'impossibilità di convivenza fisica con gli studenti o, più di recente, dalla sfida posta dalla didattica duale o dall’aula estesa, caratterizzata cioè dalla contemporanea attenzione a studenti presenti fisicamente in aula e studenti collegati in modalità sincrona. Questo tipo di didattica pone sfide che l’insegnamento in presenza e quello completamente online non ponevano. Alcune delle problematiche che scaturiscono dalla modalità duale hanno inciso negativamente sull'efficacia delle lezioni oltre che sul la motivazione degli studenti.

L'obiettivo generale del progetto è quello di migliorare le competenze didattiche e tecnologiche dei docenti universitari per consentire loro di sviluppare contenuti di formazione digitale promuovendo pari opportunità per i discenti che frequentano corsi in classe duale / estesa.

Gli obiettivi dettagliati includono:

- migliorare / innovare l'insegnamento online in modo da soddisfare le esigenze dell'istruzione universitaria durante l'erogazione della formazione nella classe duale /estesa e nella classe remota

- promuovere la fusione degli aspetti pedagogici, tecnici e tecnologici nella riprogettazione del percorso formativo.

- accrescere le competenze dei docenti nei tre aspetti sopra evidenziati, considerati individualmente e nelle loro reciproche interazioni,

Per vincere questa sfida e colmare il divario tra lezioni in presenza e lezioni virtuali, i docenti universitari dovrebbero essere supportati nello sviluppo delle loro capacità e nell'innovazione in tre dimensioni: pedagogiche, tecniche e tecnologiche.

Per questo si prevede lo svolgimento delle attività di seguito descritte.

  1. Affinamento di un quadro teorico internazionale sulle strategie didattiche efficaci, anche in relazione alle premesse citate, e sui contenuti specifici per la formazione dei docenti universitari, finalizzato ad individuare: a) i modelli efficaci di formazione e sostegno alla didattica, sia sulla base delle teorie più recenti sia sulla base delle evidenze di ricerca disponibili; b) le innovazioni didattiche e valutative più promettenti in Università considerazione di nuove modalità di cooperazione internazionale con altre università e alle istanze emergenti dalla didattica a distanza; c) i modelli di valutazione, monitoraggio e rilevazione dell’impatto della formazione dei docenti risultati particolarmente carenti in letteratura.
  2. Elaborazione e sperimentazione di interventi di formazione e di sostegno alla didattica dei docenti universitari, in condizioni e con strategie diversificate.
  3. Progettazione e messa in opera di un sistema di monitoraggio e di verifica di impatto dei programmi di formazione sperimentati. I modelli elaborati saranno sperimentati in condizioni differenti e saranno elaborati strumenti per compararne gli esiti e trarne indicazioni di miglioramento.

Dal punto di vista metodologico, verrà dapprima analizzata la situazione iniziale dei destinatari diretti della formazione e verrà messa poi a confronto con la situazione finale per individuare il processo di innovazione generato a seguito del percorso di formazione sperimentato. A tale scopo saranno predisposti appositi strumenti di rilevazione sia quantitativa (questionari, scale, griglie di raccolta dati), sia qualitativa.

Per la valutazione di impatto sui docenti in specifico verranno effettuate rilevazioni sistematiche con scale adattate da strumenti validati all’estero e con strumenti appositamente costruiti per la misura di variabili specifiche (rappresentazioni della didattica, atteggiamenti verso la didattica e la valutazione, autoefficacia dei docenti, strategie didattiche, valutative e di progettuali ecc.). Verranno quindi analizzati i profili in ingresso e in uscita dei docenti coinvolti nel percorso formativo allo scopo di descrivere e categorizzare i cambiamenti nelle rappresentazioni, nei comportamenti, scelte e atteggiamenti in relazione all’intervento, anche tenendo conto di fattori differenziati. Verranno dunque delineate modalità di analisi quantitativa per la valutazione di impatto a breve e medio termine degli interventi formativi realizzati.

Verranno inoltre prodotte anche descrizioni qualitative in profondità dei cambiamenti promossi dall’intervento, con idonee tecniche di analisi qualitativa (griglie di analisi dei documenti, tracce per interviste e focus group) e tecniche di analisi del contenuto, anche attraverso l’utilizzo di software (es. Atlas).


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