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Perché non possiamo non dirci europei: la Carta Programmatica OGIE

In vista delle imminenti Elezioni europee 2019, milioni di cittadini europei saranno chiamati a esprimere le proprie preferenze per il rinnovo del Parlamento europeo. Si tratta di una tornata elettorale particolarmente importante perché non solo perché cade in occasione del quarantesimo anniversario delle prime elezioni dirette dell’Assemblea parlamentare europea, ma soprattutto perché rappresenta un importante banco di prova per l’Unione e, in particolare, per l’impostazione che ha caratterizzato finora il processo di costruzione dell’Europa unita.

È in questo contesto che l’OGIE - Osservatorio Germania-Italia-Europa – gruppo di ricerca nato dalla partnership tra l’Ateneo e la Rappresentanza in Italia della Konrad-Adenauer-Stiftung e formato da docenti, ricercatori e studenti dell’Università LUMSA – ha stilato una speciale Carta Programmatica in 13 punti (qui sintetizzati):

  1. L’armonizzazione, da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione, delle norme protocollari in materia di esposizione della Bandiera Europea e l’assunzione della stessa quale simbolo identitario comune
  2. Il ritrovamento del coraggio di diventare una reale unione e la volontà di affrontare insieme le sfide che travalicano i confini nazionali, mettendo da parte i timori e le resistenze legate alle cessioni di sovranità
  3. Il rafforzamento del ruolo dell’UE nel panorama internazionale
  4. L’instaurazione, da parte dell’UE, di una corretta narrativa con i cittadini mediante un ruolo più attivo e una presenza più capillare sul territorio delle Rappresentanze della Commissione o del Parlamento europeo
  5. L’attuazione di un approccio comune e l’implementazione di strumenti che contrastino efficacemente la disinformazione
  6. L’attribuzione di un peso maggiore alle valutazioni di impatto sociale
  7. Il rafforzamento dell’identità europea
  8. L’abbandono di quell’approccio basato sull’austerità che ha provocato fratture politiche e la rinuncia alle politiche di welfare
  9. La riforma dei Trattati vigenti mediante l’attribuzione all’UE delle competenze necessarie alla realizzazione di una Politica sociale comune e l’aumento delle risorse destinate al bilancio
  10. La realizzazione di una Politica fiscale comune volta a ridurre il divario economico tra gli Stati membri e ad agevolare lo sviluppo di quei Paesi maggiormente colpiti dalla crisi attraverso il completamento dell’Unione bancaria
  11. Il raggiungimento di un accordo di recesso con il Regno Unito che assicuri la libera circolazione di persone, servizi, merci e capitali e il riconoscimento e l’esercizio dei diritti di cittadinanza
  12. La modifica del Regolamento di Dublino che, sul presupposto che i confini degli Stati nazionali sono i confini dell’Unione, abbandoni il principio della competenza dello Stato di primo ingresso e introduca un meccanismo di distribuzione tra tutti gli Stati membri
  13. La riforma dei Trattati vigenti per assoggettare la Politica estera alle regole della sovranazionalità e per realizzare una Difesa comune tramite la costituzione di un esercito europeo

I 13 punti qui riportati sono stati sintetizzati. Vi invitiamo perciò a leggere la Carta Programmatica nella sua interezza, a condividerla e a discuterla con amici, colleghi e familiari in vista delle imminenti Elezioni europee.

La Carta Programmatica

Pubblicato il 22/05/19 in : IN EVIDENZA
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