Sei in: Home » Le notizie » In memoria del Prof. Armando Rigobello Direttore e primo Rettore del nostro ateneo sino al 1991

In memoria del Prof. Armando Rigobello Direttore e primo Rettore del nostro ateneo sino al 1991

La LUMSA si unisce al cordoglio per la scomparsa di Armando Rigobello, professore universitario di Filosofia Morale a Padova, Perugia e Roma, Direttore e primo Rettore del nostro ateneo sino al 1991. È stato un maestro di vita, un educatore, un uomo di grande fede.
Le esequie avranno luogo quest’oggi, mercoledì 6 aprile, alle ore 15.00, presso la Chiesa di S. Maria in Traspontina in via della Conciliazione.


Giuseppe Dalla Torre, professore emerito della LUMSA ricorda la figura di alto profilo del Prof. Armando Rigobello:

Armando Rigobello non è più. Se ne è andato in silenzio, quasi in punta di piedi, con la discrezione e l’umiltà che lo denotava, nella notte tra il 3 ed il 4 aprile, all’età di novantadue anni. Con lui scompare una delle figure di maggior rilievo del pensiero filosofico italiano, e non soltanto italiano. Tra il suo primo libro su Emmanuel Mounier, del 1955, e l’ultimo del 2014, Dalla pluralità delle ermeneutiche all’allargamento della razionalità, si sviluppa mezzo secolo di speculazione filosofica finissima, profonda, attenta particolarmente alla cultura francese e tedesca, sulla persona, la sua centralità, la relazionalità che la contraddistingue e la forma. Una relazionalità con l’altro e con l’Altro, che lo porta a recuperare una visione che si inserisce nell’antico pensiero filosofico cristiano, confrontato e saggiato con la filosofia contemporanea.
Lunga è la sua bibliografia, tanto lunga è stata la sua vita. Di lui mi piace in particolar modo ricordare l’attitudine pedagogica, la forza maieutica, la capacità di fare scuola anche fuori delle aule universitarie: per strada, nella sua stessa abitazione romana dove portava gli allievi più attenti e desiderosi di imparare, trattenendoli fino a tarda sera. Davvero uno stile di docenza, ma che è anche uno stile di vita, che evoca alla mente gli esempi dei grandi pedagoghi antichi, in cui insegnamento ed esperienza di vita erano un tutt’uno con l’impegno pedagogico. Ebbe molti allievi, di razza, che fanno onore alla scuola di provenienza ed al pensiero filosofico cattolico in questa età scettica  di vuotezza e relativismo.
La sua presenza nella Chiesa e nel mondo cattolico è stata costante e significativa: dagli anni della giovinezza, di formazione, nelle associazioni giovanili dell’Azione Cattolica, fino agli impegni in istituzioni ecclesiali nell’età più matura.
Insegnò nell’ Università di Perugia e poi nelle Università romane della Sapienza e di Tor Vergata.
Noi lo ricordiamo soprattutto – e con infinita riconoscenza – per il suo lungo insegnamento nella LUMSA, dove ha insegnato filosofia morale dal 1974-75 al 1991-92, filosofia teoretica dal 1992-93 al 1995-96. E poi ancora antropologia filosofica dal 1999-2000 al 2002-03, di nuovo filosofia morale nel 2003-04 ed ancora filosofia teoretica dal 2004-05 al 2008-09.
Fu l’ultimo Direttore dell’Istituto Universitario Pareggiato di Magistero Maria Ss. Assunta, carica che tenne dal 1989 al 1991 e poi, dopo la trasformazione in Libera Università, il primo Rettore della stessa, seppure per breve tempo: dal 31 maggio 1991 al 31 ottobre dello stesso anno. All’Ateneo fondato dalla Madre Tincani fu sempre attaccatissimo, manifestando in ogni occasione la passione e la cura per una realtà di qualità, in crescita, nel panorama di banalizzazioni che la realtà universitaria veniva a conoscere. Si muoveva con semplicità, ma anche con l’ardire e l’autorevolezza dei veri Maestri.
La LUMSA deve a lui, in particolare, un periodo splendido per gli studi filosofici quando, istituita la Facoltà di Lettere e Filosofia, mise su un corso di studi filosofici nel quale potevano annoverarsi le più belle menti della filosofia  cattolica italiana, da Olivetti ad Antiseri, a Alici, e tanti altri ancora. Purtroppo la nequizia dei tempi, la deformante visione di riforme universitarie sostanzialmente marginalizzanti i saperi umanistici, i tagli spaventosi al già esiguo finanziamento pubblico delle Università non statali che si sono accumulati nel tempo, la sordità della società civile avara di aiuti nei confronti di Atenei che pure nascono da essa, una dominante subcultura dell’avere più che dell’essere, portarono poi all’amara decisione di chiudere un piccolo, ma promettente, vivaio di giovani filosofi alimentati dalla Verità che viene dal messaggio evangelico.
Speriamo che tempi più favorevoli possano portare a riprendere il sogno di Rigobello. Intanto, noi che abbiamo goduto della sua amicizia, che ci siamo alimentati del suo pensiero, che abbiamo fruito della sua alta testimonianza umana e cristiana, lo ricordiamo con gratitudine ed affetto. E preghiamo per la sua anima.
A Dio, Armando.

Giuseppe Dalla Torre

Pubblicato il 06/04/16 in : IN EVIDENZA

Altri Corsi di formazione

Altri Corsi di formazione

Corsi di Laurea Master e Post Laurea

Ateneo partner o membro di