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In memoria del Cardinale Carlo Furno, Presidente del Consiglio di Amministrazione LUMSA dal 1996 al 2007

Si è spento nel pomeriggio di mercoledì scorso a 94 anni il Card. Carlo Furno, a lungo Presidente del Cda della LUMSA. Originario di Bairo (Ivrea), Furno è stato Nunzio apostolico in Perù, Libano Brasile, Italia e Gran Maestro dell’Ordine del Santo Sepolcro. Le esequie si svolgeranno venerdì 11 dicembre alle ore 16.15 presso la Basilica di San Pietro (altare della Cattedra). La comunità accademica della LUMSA esprime tutto il suo cordoglio per la scomparsa del Card. Furno, sostenitore dell’Ateneo per lunghi anni.
Giuseppe Dalla Torre, professore emerito che ha collaborato con il Card. Furno alla crescita della LUMSA, ne ricorda la figura di alto profilo in una sua testimonianza:


“Gli organi di stampa hanno ricordato i tanti e prestigiosi incarichi rivestiti nel corso della sua lunga esistenza dal Cardinale Carlo Furno, fine diplomatico della Santa Sede, nato a Bairo (Ivrea) il 2 dicembre 1921 e scomparso a Roma, nel tardo pomeriggio di mercoledì 9 dicembre.
Per la comunità accademica della LUMSA il cardinale riveste una memoria del tutto particolare, avendo ricoperto la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione per un lungo periodo: dal 1996 al 2007. Sono, quelli della sua presidenza, gli anni di maggiore sviluppo dell’Ateneo: si avvia la Facoltà di Giurisprudenza nella sede romana (a.a. 1995-96), si aprono a Taranto, in convenzione con la Diocesi, i corsi di laurea in servizio sociale (1998), si attiva il polo didattico di Palermo con l’istituzione, accanto al preesistente corso di laurea in servizio sociale, del corso di laurea in Giurisprudenza e della Scuola di specializzazione in storia dell’arte medioevale e moderna (1999), mentre esperienze didattiche decentrate si avviano a Gubbio ed a Caltanissetta.
Dal punto di vista strutturale, si deve alla presidenza del Cardinale Furno, tra l’altro, l’acquisizione e l’impegnativo restauro dell’immobile romano sito tra via Marcantonio Colonna e via Pompeo Magno, dove furono allocati i corsi giuridici e di scienze politiche, insieme alle segreterie per gli studenti.
La sua presenza in Ateneo fu discreta ma incisiva. Ad un naturale riserbo, in parte temperamentale in parte forgiato da una vita trascorsa nella diplomazia vaticana, univa una straordinaria lucidità nelle scelte da compiersi; una grande concretezza tutta piemontese, senza orpelli e senza fronzoli; un fine umorismo che denotava l’osservatore attento del mondo circostante e che, alle volte, giovava a sdrammatizzare tensioni e problemi emergenti nel corpo di un Ateneo in vivace crescita. A questo univa una fede rocciosa, animata da una pietà tutta subalpina, una devozione essenziale, una pietà mariana che sorprendeva chi si arrestava all’esteriore severità, che poteva talora apparire quasi rudezza.
Per la nostra Università ebbe tanto amore e dedicò, negli anni che segnarono il suo collocamento a riposo, tutte le sue forze. Ed anche quando lasciò la presidenza del Consiglio di amministrazione, continuò ad interessarsi della nostra vita scientifica e formativa, essendo sempre presente tra l’altro agli incontri annuali promossi, nella prossimità delle feste natalizie, dalla Associazione Luigia Tincani per la promozione della cultura, al fine di raccogliere risorse economiche per aiutare gli studenti più bisognosi, ma capaci e meritevoli. Era un convinto fautore della grande idea di Università cattolica lasciataci da John Henry Newman.
Il debito che tutti noi – docenti, personale tecnico-amministrativo, studenti – abbiamo verso di lui è grande. Manifestiamogli la nostra sincera gratitudine, ora, pregando il Signore perché voglia accoglierlo nel suo Regno”.

Giuseppe Dalla Torre
Professore emerito della LUMSA

Pubblicato il 11/12/15 in : IN EVIDENZA

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