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Discutendo il populismo: pueblo y pueblo de Dios en el Papa Francisco

Conferenza del prof. Carlos Maria Galli

mercoledì 10 ottobre 2018
ore 8.30 – 10.00
Università LUMSA – Aula 15
Via Marcantonio Colonna, 19 – Roma

Il prof. Carlos Maria Galli, decano della Facoltà di teologia di Buenos Aires, della Pontificia Università Cattolica argentina e presidente della Società argentina di teologia terrà una conferenza presso l’Università LUMSA mercoledì 10 ottobre, ore 8.30, presso la sede di via Pompeo Magno 22, Aula 15, terzo piano.

Il prof. Galli, dopo il saluto del Rettore dell’Università LUMSA, prof. Francesco Bonini, parlerà sul tema Discutendo il populismo: pueblo y pueblo de Diós en el Papa Francisco.

La conferenza sarà in lingua italiana. Il prof. Galli, sacerdote della Diocesi di Buenos Aires, è considerato un esperto della teologia di papa Francesco, che lo ha chiamato a diventare membro della Commissione Teologica Internazionale per gli anni 2014-2019.


La teologia del popolo non è soltanto una espressione della realtà sudamericana, è piuttosto in prima battuta una ecclesiologia che trova le sue radici nei testi più antichi del Vecchio Testamento e che arriva fino al Concilio Vaticano II per esprimere la dimensione sociale e storica del mistero della Chiesa, così come vien fuori dalla Lumen Gentium.

In secondo luogo è una antropologia teologica o meglio una teologia della società e della cultura e in questa dimensione viene incontro all’altro grande pilastro del Concilio, la Gaudium et Spes, sulla missione della Chiesa nel mondo.

In terzo luogo la teologia del popolo è una teologia pastorale che ha la finalità di evangelizzare in modalità interattiva: verso i singoli per evangelizzare la comunità e verso la comunità per evangelizzare gli individui. In questa prospettiva la teologia del pueblo de Diós è una teologia dell’inculturazione e della pietà popolare. 

Papa Francesco è popolare perché ama il pueblo de Diós, non perché è populista. È popolare per il suo approccio caldo e umano. In questo traspare la sua cultura affettiva e gestuale tipica dei sudamericani. Quando il Papa finisce di celebrare la sua prima messa da pontefice nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano e poi esce fuori a salutare, non fa nulla di diverso da quel che la maggioranza dei preti sudamericani fa dopo aver celebrato la Messa. La novità sta nel fatto che lo sta facendo un Papa.

Quando il Papa chiede “Pregate per me”, non è solo per sollecitare un atteggiamento devozionale. Questo lo diceva già da sacerdote prima e da Vescovo poi. Lui lo dice perché il ministero di un pastore, chiamato dal pueblo de Diós per servirlo, si sostiene grazie alla forza di Dio, invocata dalle preghiere del popolo santo. Il suo invito è dire che il Papa riconosce che il popolo è un soggetto credente e orante e a suo modo attivo, che sostiene il ministero del suo pastore.

La locandina

 

Pubblicato il 27/09/18 in : IN EVIDENZA
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