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La Prima Guerra Mondiale 100 anni dopo: le ragioni della vittoria

mercoledì 16 maggio 2018
ore 14.30 – 18.00
LUMSA – Sala Pia
Via delle Fosse di Castello, 7 - Roma

L’Università LUMSA, organizza un’importante iniziativa – inserita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale – per analizzare e discutere le ragioni della vittoria italiana: “Colloquio sulla Prima Guerra Mondiale. 1918: le ragioni della vittoria, 100 anni dopo”.

Il colloquio a più voci – che riunirà storici, diplomatici e militari – propone un qualificato approfondimento e una valutazione politica e militare su quello fu fatto per arrivare al positivo esito dell’impegno italiano nel primo conflitto mondiale.

La discussione, con uno sguardo inedito e d’insieme, analizzerà anche i motivi che giustificarono e resero possibile quello slancio motivazionale forte del popolo italiano che si rivelò decisivo per vincere la prima Guerra Mondiale, e le ragioni di quelle solide idealità culturali che hanno guidato la marcia delle nostre truppe oltre il Piave sino a Vittorio Veneto.

Per dare un’indicazione sommaria della situazione all’indomani della vittoria italiana, occorre ricordare alcuni fatti essenziali:

  • l’Italia entrò in guerra col patto di Londra (1915) con accordi che le assegnavano a guerra vinta una cospicua espansione territoriale nei Balcani ed altre concessioni;
  • la nascita del nuovo Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, mise subito in discussione l’espansione italiana nella Dalmazia perché inglesi e francesi avevano stretto con le nazionalità slave un accordo parallelo e segreto per il possesso dei territori in questione.

La firma del trattato di Versailles, il 28 giugno 1919, confermò l’incapacità italiana di esigere il pieno rispetto del Trattato di Londra, nonostante i nostri 600.000 morti, sia per la riluttanza degli alleati dell'Intesa, sia per la visione wilsoniana degli USA che sosteneva il  depotenziamento dei vincitori per scoraggiare futuri “revanchismi”, al punto che Vittorio Emanuele Orlando e Sydney Sonnino, rappresentanti italiani a Versailles abbandonarono platealmente la conferenza, lasciando però via libera agli altri Stati vittoriosi per le assegnazioni tra loro dei territori non nazionali di Germania e Impero ottomano.

In Italia, divenne popolare la definizione di “vittoria mutilata”, coniata da Gabriele D'Annunzio, per riferirsi alla situazione deficitaria dei compensi territoriali ottenuti dal Regno d’Italia. In questo clima fortemente sfiduciato maturò l’impresa di Fiume, operazione che il Governo cercò di soffocare cedendo alle pressioni internazionali, e la successiva imminente nascita del Fascismo.

Del colloquio saranno relatori:
Prof. Francesco Bonini
Prof. Francesco Perfetti
Amb. Giulio Terzi di Sant’Agata
Amb. Maurizio Enrico Serra
Generale di Divisione Massimo Panizzi
Dott. ssa Sara Pesenti

Modera:
Prof. Luca Poma

La locandina

Pubblicato il 16/04/18 in : IN EVIDENZA
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