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Job insecurity, precarietà di vita e outcomes: il ruolo della tipologia contrattuale come moderatore

Componenti
Dott. Antonino Callea - Coordinatore (LUMSA)
Prof. Massimiliano Scopelliti (LUMSA)
Prof. Daniele Saraulli (LUMSA)
Dott. Flavio Urbini (Dottore di ricerca LUMSA)

Partenariati nazionali e internazionali
Catholic University Louvain, Belgium (Prof. Hans De Witte)

Obiettivi della ricerca
Da diversi anni il mondo del lavoro è profondamente mutato a causa soprattutto della competizione globale, intensificata dalla crisi finanziaria cominciata nel 2008. Ciò ha comportato da un lato ad una maggiore percezione di job insecurity (Callea, Urbini, Ingusci e Chirumbolo, in press) e dall'altro, a causa dell'aumento di contratti atipici, alla percezione di precarietà di vita (Callea, 2013). I precedenti studi che hanno tentato di comprendere le possibili differenze tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori atipici rispetto a diversi outcomes individuali (p.e. salute psicologica) e lavorativi (p.e. soddisfazione) hanno fallito nello stabilire relazioni univoche. Alcuni autori (De Cuyper, Notelaers e De Witte, 2009), quindi, concludono che sia il senso di job insecurity e di precarietà percepita dal lavoratore, più che il tipo di contratto, ad avere effetti sulla salute psicologica (in termini di strain e malessere psicosociale) e sulla soddisfazione lavorativa.
Il presente progetto di ricerca intende quindi colmare il gap in letteratura, proponendo i due seguenti obiettivi principali: testare l'effetto della job insecurity sulla soddisfazione lavorativa ponendo la tipologia contrattuale come moderatore; testare gli effetti della precarietà di vita sulla salute psicologica e sulla soddisfazione lavorativa.
I risultati del presente progetto avranno delle theoretical e delle practical implications. Dal punto di vista teorico, il progetto si propone di ampliare la letteratura in materia di conseguenze psicologiche del lavoro atipico. Tali informazioni potrebbero essere utilizzate per progettare specifici interventi formativi sulle strategie di coping efficaci a fronteggiare e prevenire le conseguenze della precarietà di vita e della job insecurity. Inoltre, i risultati possono consentire di strutturare interventi mirati all'aumento della employability dei lavoratori.

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